Un fortunato incontro a “Il Ponte sulla Dora”

Qualche giorno prima di Natale, decidiamo di andare a una presentazione di testi organizzata dalla libreria “Il Ponte sulla Dora”, a cura di due amici: uno dei maggiori esperti di letteratura per ragazzi, Giuseppe Assandri, e Clelia Tollot, psicologa dell’infanzia e riferimento autorevole sul tema. E’ In quell’occasione, del tutto casualmente, che  abbiamo conosciuto Sofia Gallo, l’autrice del libro che ha guidato il dibattito di ieri sera. “L’ultima mela” è un testo che si presta, come molta narrativa dedicata ai ragazzi, a una chiave di lettura adatta anche a noi adulti. Il libro tratta di adolescenti inquieti, di famiglie difficili, di un passato taciuto e di un presente apparentemente senza orizzonti, come spesso succede, ai ragazzi. La protagonista del libro, con la perseveranza quasi ossessiva che solo quell’età conosce e regala, decide di fare propria la causa di una coetanea vittima di violenza familiare, violenza vera, di quella che ti manda all’ospedale e ti toglie la serenità, la spensieratezza, la fiducia nel domani, tutte cose dovute, sottintese, scontate per chi abbia quindici anni. Sappiamo, purtroppo, che non è così per tutti, che il diritto alla tranquillità, all’espressione di sé, a un’esistenza in grado di proiettarci in avanti come è giusto che sia, a qualunque età, può essere un privilegio. E, come ha detto Rula Jebreal a Sanremo, in alcuni casi  l’aggressore ha le chiavi di casa. La violenza di genere, spesso intra-familiare ma non solo, è il tema che, con rispetto e delicatezza, la nostra Associazione si occupa di condividere, con le persone che ne siano oggetto, partendo dalla consapevolezza, proprio come un ponte, accompagnando, affiancando, incoraggiando, concretamente percorrendo quel tratto da attraversare, da una sponda all’altra. In questo senso, la narrazione può aiutare, con il suo potere di immedesimazione e affabulazione, specie nei confronti dei ragazzi. Seguiranno altri incontri, per parlare di questo libro, perché ci aiuta, davvero, a passare quel Ponte, il primo di altri, di tanti, oltre il quale ci auguriamo che chi soffre a causa della prevaricazione da parte di un altro, chiunque sia, possa trovare la strada, magari la meno frequentata, ma finalmente la più sicura.

“Due strade si aprivano in un bosco. Io scelsi la meno percorsa. E questo fu, a cambiare tutto”

Robert Frost

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